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Calcioscommesse: Cuper nei guai. "Affari con la camorra"

NAPOLI - Hector Cuper è l'allenatore del famigerato 5 maggio interista.

Calcioscommesse: Cuper nei guai. "Affari con la camorra"

NAPOLI - Hector Cuper è l'allenatore del famigerato 5 maggio interista. Una disfatta sportiva che fece del tecnico argentino un uomo per cui simpatizzare, non fosse altro che in carriera ha perso anche una Coppa delle Coppe alla guida del Mallorca (contro la Lazio) e due Champions League da allenatore del Valencia (con il Real Madrid e con il Bayern Monaco). Un eterno secondo, dunque, che però è stato travolto in questi giorni da uno scandalo che potrebbe porre fine non solo alla sua carriera da allenatore, ma anche alla sua vita da uomo libero.

 



SCOMMESSE E CAMORRA - Nel mondo del calcio Cuper è conosciuto come "hombre vertical", proprio a sottolineare il fatto che l'argentino è (o forse a questo punto è più corretto usare un verbo al passato) considerato un uomo tutto d'un pezzo. Una versione, questa, che stride clamorosamente con le accuse che la procura di Napoli ha mosso all'ex tecnico di Inter e Parma: avrebbe incassato 200 mila euro per "truccare" quattro incontri di calcio, due del campionato spagnolo e due argentini. Cuper è finito in guai grossi in seguito ad alcune intercettazioni tra presunti camorristi. I due si sarebbero messi in contatto con Cuper e, in cambio di soldi, avrebbero ottenuto dei risultati "sicuri". Cuper avrebbe ottenuto dai due ben 200 mila euro, che sarebbero arrivati in Spagna addirittura nelle mutande e nei calzini dei due malavitosi. Durante la telefonata che ha fatto insospettire gli inquirenti, è emerso che i risultati forniti da Cuper erano sbagliati, per cui i due napoletani litigavano e pensavano a come rifarsi nei confronti dell'argentino.

 



DIFESA - Se in campo le squadre di Cuper sono state sempre attente alla fase difensiva, non si può certo dire che l'ex ct della Georgia abbia brillato difensivamente durante l'interrogatorio a cui l'hanno sottoposto i magistrati napoletani: "Sì, dei napoletani mi hanno portato dei soldi. Erano di mia suocera e servivano a restaurare una casa... Questo tizio mi accusava, ma non sapevo perché. Io pensavo alla gara che dovevamo giocare e lui continuava a parlare. Perché non l’ho cacciato? Non so che cosa dirvi". In attesa che Cuper trovi le parole giuste per spiegare cosa sia successo davvero, rimane il fatto che sull'hombre vertical si staglia un'ombra nerissima, quella del calcioscommesse.

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